Terza media: a ciascuno il suo esame

La terza media, così come il quinto anno di superiori, è un anno molto importante per gli studenti. Ogni esame del ciclo di studi pre universitario non è solo da considerare una prova della propria preparazione. Secondo me rappresenta un vero e proprio rito di passaggio che merita da giusta attenzione.

La terza media è un rito di passaggio

Nel mio lavoro mi capita molto spesso di affiancare i ragazzi nel corso dei tre anni di scuole medie e soprattutto durante la terza media. Non si tratta solo di ragazzi che hanno difficoltà a scuola, anzi. In realtà devo ammettere che la maggior parte dei miei studenti sono molto bravi. Spesso l’intento è quello di prepararsi al meglio all’ingresso nelle scuole superiori.

Il motivo di questa necessità spesso va attribuito al fatto che le classi delle scuole medie siano un mix di diversi profili proprio per via della natura della scuola stessa che nel corso del triennio si propone di mantenere un profilo generalizzato e meno specialistico rispetto alle superiori. Che significa?

Le classi delle scuole medie accolgono ogni genere di studente, da quello particolarmente portato per la matematica a quello che detesta l’italiano, dal piccolo asso nella grammatica a chi sogna di girare con la calcolatrice sotto braccio anche per fare dieci meno cinque. Come puoi immaginare questo si traduce nella necessità dei professori di procedere più lentamente con il programma, di correre a recuperare chi è rimasto indietro o riprendere più volte l’argomento di una lezione rispetto a come accade alle superiori. Ma non voglio addentrarmi troppo nella questione della formazione delle scuole medie, un argomento caldo che merita un’attenzione particolare a sé!

Piuttosto qui vorrei richiamare l’attenzione sull’importanza, spesso sottovalutata, dell’esame di terza media.

Terza media: a ciascuno il suo esame

Terza media: dire addio a una parte di sé

Non sempre si dà all’esame di terza media la giusta attenzione, non solo come prova di verifica delle competenze, ma intendo come momento psico pedagogico nella vita degli studenti. I ragazzi che frequentano la terza media si trovano in un’età estremamente delicata sia come individui sia come studenti. Prima di tutto c’è l’adolescenza che inizia a bussare prepotentemente alle porte e a volte scombina anche i caratteri più miti. Secondo poi c’è la consapevolezza di essere ancora bambini alla quale però iniziano ad affiancarsi responsabilità e prove da grandi, proprio come l’esame di terza media.

Storco sempre un po’ il naso quando sento dire che l’esame  di terza media è una sciocchezza rispetto a quello di Stato del quinto superiore, non capisco proprio come due realtà così profondamente differenti possano essere messe a paragone! Credo invece che ogni prova sia misurata in base all’età e, dovrebbe, alla preparazione di ogni studente. Inoltre non bisogna dimenticare che se all’esame di maturità si arriva per lo meno con l’esperienza nello zaino di quello di terza media, a questo invece i ragazzi giungono totalmente privi di qualsiasi precedente. In passato questo ruolo di apripista ad una vita di esami era ricoperto dalla prova finale della quinta elementare, ma ora il taglio del nastro è proprio a conclusione del triennio delle scuole medie.

Non farti cogliere alla sprovvista!

L’inesperienza e la sensazione di “salto nel buio” molto spesso giocano un ruolo chiave nell’insorgere della necessità di rivolgersi a me. I ragazzi di terza media sentono molto più di quelli delle superiori la paura di fare domande. Chiedere aiuto a scuola spesso è una sensazione che viene vissuta con vergogna e imbarazzo. Ammettere di non sapere a cosa si va incontro è poi il secondo fantasma con cui dover fare i conti.

Terzo mostro nell’armadio sono poi la tesina e il colloquio orale. Due elementi di cui i ragazzi non solo hanno molto timore ma ai quali non sono tangibilmente preparati. Si chiedono come si debba scrivere la tesina, come dover fare i collegamenti fra le materie e in concreto come mettere nero su bianco il materiale raccolto.

Per quanto riguarda poi l’orale la paura più grande è all’origine. Ciò significa che, non avendo ancora maturato una piena consapevolezza di se stessi, molto spesso non hanno un metodo di studio collaudato ed efficace. Piuttosto sono abituati a studiare giorno per giorno, interrogazione dopo interrogazione e sempre un numero ben delimitato di pagine e concetti. Questa conformazione a piccole slot di studio porta la maggior parte degli studenti a provare una terribile sensazione. Li terrorizza soprattutto il pensiero di dover essere interrogati su una ben più vasta porzione di programma durante il colloquio finale. Ma come fare allora per non farsi cogliere alla sprovvista?

Primi step di preparazione all’esame di terza media

La prima “educazione” all’esame andrebbe fatta proprio a scuola e non sotto forma della classica minaccia del “guarda che devi sostenere l’esame eh!”. Piuttosto servirebbe insegnare ai ragazzi cosa significhi questo rito di passaggio fin dal primo anno. Nel corso del triennio, in maniera positiva e propositiva, occorrerebbe sensibilizzare i ragazzi allo studio multi-articolato fra materie. Sarebbe proficuo proporre lavori che coinvolgano più materie e collaborazioni fra professori così da mostrare loro nel concreto cosa voglia dire “collegare” argomenti e conoscenze apprese. Anche per quanto riguarda la tesina servirebbero delle lezioni “in vista di…”, basterebbero alcune ore sperse qua e là nel corso del terzo anno dedicate nello specifico alla redazione del loro primo importante elaborato scritto.

Molto importante inoltre dovrebbe essere aiutare e accompagnare i ragazzi nel comprendere come potersi divertire nella costruzione della tesina stessa partendo ad esempio dalle loro passioni e naturali inclinazioni. I miei studenti mi chiedono spesso “ma davvero posso scegliere qualcosa che mi piace?” ed ogni volta mi stupisco di quanto poco siano stati informati. Quando devo seguire uno studente nella preparazione della tesina parto sempre dalla sua personalità e solo dopo si arriva a parlare di materie scolastiche e collegamenti. Qui nascono le tesine più belle. Dall’amore per lo sport, per la natura e per gli animali. Ed ancora dalla passione per le moto, per i viaggi e il cinema. Ecco che saltano fuori centinaia di idee ed un entusiasmo da parte loro che gli consente di lavorare alle ricerche prima e alla stesura poi con allegria e positività esorcizzando la paura dell’inesperienza. 

Quando la scuola non aiuta la palla passa ai genitori

Ma cosa fare quando la scuola non è abbastanza presente nell’accompagnare i ragazzi all’esame di terza media? Qui le opzioni possibili sono due: genitori che compensino le mancanze della scuola o chiedere un aiuto esterno, condizione la seconda nella quale entro in gioco io. Il ruolo dei genitori non va però in alcun modo sottovalutato, anzi è a mio parere estremamente importante.

Prima di tutto si presume che un genitore conosca bene il proprio figlio e abbia piena conoscenza delle sue passioni, punti forti, debolezze e peculiarità. Proprio alla luce di questa consapevolezza può aiutarlo a trovare il proprio metodo di studio, così come un argomento per la tesina che possa realmente entusiasmarlo e coinvolgerlo.

E’ vero che molti genitori lavorano e hanno poco tempo per sedersi accanto al proprio figlio nelle ore “fuori pasto”. Eppure è altrettanto vero che basterebbero poche chiacchierate ricche di empatia e ascolto per far sentire il giusto appoggio e la propria vicinanza. Se in passato c’era forse un eccessivo controllo, bisogna ammettere che ora si tende a “lasciare a se stessi” troppo presto i ragazzi. Questo non significa fare i compiti con loro ogni pomeriggio fino alla fine della scuola dell’obbligo. Al contempo non si dovrebbe dare per scontato che non abbiano più bisogno di essere seguiti. Non si dovrebbe trascurare la necessità di sentirsi protetti. I ragazzi hanno bisogno di essere accompagnati dai propri adulti di riferimento in quella delicata fase di passaggio simboleggiata dall’esame di terza media.

Come per tutte le cose ogni estremo non è la giusta soluzione. Solamente un equilibrio spolverato di amore, ascolto e comprensione può contribuire a formare quelle piccole personcine che si apprestano a varcare la soglia della scuola dei grandi.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here