Storia: perché è importante conoscere il passato

Una frase che molto spesso si sente ripetere recita: “è importante conoscere il passato per affrontare il presente”. Ma in fondo quanti sanno davvero che significa?

Conoscere gli errori della storia per non ripeterli

Ciò a cui la maggior parte di noi pensa in riferimento alla frase qui sopra è perlopiù riferibile a qualcosa di negativo. Prendi ad esempio all’olocausto. Molto spesso accade infatti che libri e servizi in TV suggeriscano l’importanza di riflettere sulle disgrazie del passato per non commettere ancora gli stessi errori. Il genocidio ebraico è forse l’esempio più tristemente celebre, ma ce ne sono molti altri: omicidi, disastri ambientali, errori umani causati dalle più svariate trascuratezze.

Sono abbastanza convinta che nessuno possa negare la veridicità di questa massima poco da cioccolatini e più da cronaca giornalistica. Ma allora, se il passato è davvero così importante ed utile da conoscere perché per la maggior parte degli studenti l’ora di storia è simile ad una tortura legalizzata?

Si può imparare ad amare la storia?

Gli studenti tendono a pensare che il compito della scuola sia quello di trasmettere un’infinita lista di regole noiose, nozioni da apprendere più o meno a memoria in vista di un compito o di un’interrogazione. Sei anche tu di quest’idea? 

Si lo so, sembra quasi io stia mettendo in dubbio il “sacro ruolo dell’istruzione” e in effetti è un po’ così. Mi spiego meglio. Se gli studenti hanno insito in loro questo pregiudizio riguardo alla scuola è perché qualcuno o qualcosa ha fatto sì che così fosse. Io sono dell’idea che il problema della questione è da ricercare a monte e non sono di certo l’unica. La sociologia dell’educazione insegna, tra le altre cose, anche questo. I nomi dei grandi teorici che hanno studiato e analizzato il mondo dell’istruzione hanno evidenziato proprio quanto nel passato sia stato un problema vedere nella scuola solo un “distributore” di sterili informazioni. Dico nel passato, ma in realtà questo inconveniente io lo rilevo ogni giorno nel mio lavoro. Il problema ha origine nell’idea che ogni studente si fa della scuola fin dai primi anni di frequenza.

Storia: perché è importante conoscere il passato

Ecco perché alla base del mio metodo di insegnamento, dunque ancor prima di passare alle regole e alle spiegazioni, punto un faro sul perché serva apprendere una certa materia, una regola o le dinamiche di un evento storico.
Questo vale per ogni disciplina, non solo per la storia protagonista di questo articolo. L’accento va messo sull’utilità di qualcosa ancor prima che sulla cosa stessa. Ecco il segreto celato nella Camera dei Segreti dell’apprendimento che scava oltre la polverosa superficie del voto scolastico. Ecco che si, lo dico senza alcun timore, è possibile imparare ad amare la storia. Ciò che serve davvero è solo capire perché questa sia tanto utile.

Storia: da dove partire per cambiare punto di vista

Va bene, il mio discorso fila, ma vediamo se l’aver citato Harry Potter mi fornisce qualche potere di divinazione. Stai pensando che comunque non trovi nulla di divertente nei tuoi pomeriggi davanti al libro di storia? Che, per quanto tu possa metterci buona volontà, date, battaglie e nomi altisonanti sono peggio dell’appuntamento dal dentista? Se ho indovinato, purtroppo non è per via dei mie fantomatici poteri, ma solo perché io stessa ho provato la stessa sensazione nella mia diretta esperienza personale.

Non importa quanti anni si abbiano, la pillola della motivazione ha lo stesso effetto a prescindere dalla data sulla carta d’identità. Proprio per per questo voglio accompagnarti su una collina immaginaria da dove potrai cambiare punto di vista. Hai presente quando nel Re Leone il padre mostra al piccolo Simba la vastità del suo regno della Savana? Ecco qualcosa di simile. E se te lo stessi chiedendo, confesso: ho una dipendenza insanabile dai film Disney. Ma mi consola pensare che persino Exupéry, lo scrittore del Piccolo Principe, guardava ogni pomeriggio Biancaneve nei suoi giorni a New York. 

Vivi la storia non limitarti a leggerla

Per imparare ad apprezzare realmente quanto i libri di storia ci raccontano serve dunque avere ben chiaro a cosa serva leggere di tutti quegli eventi, dai più remoti fino poi a quelli avvenuti circa negli anni sessanta del novecento.

Ma per capire l’importanza della storia voglio partire da un esempio che in apparenza potrebbe sembrarti del tutto sconnesso. Sono certa che tu sappia chi era Steve Jobs e che abbia anche una vaga idea di quante copie ha venduto il libro della sua biografia scritto da Walter Isaacson. Ti sei mai chiesto perché la storia della sua vita sia diventato in pochissimo tempo un best seller? E questo non è di certo l’unico esempio! Leggere le biografie di uomini e donne di successo è utilissimo sia da un punto di vista motivazionale sia per imparare quali scelte e strategie questi hanno applicato per raggiungere una certa posizione. Le biografie sono proprio per questo motivo il genere di libri più letti dagli aspiranti imprenditori che, attraverso la lettura, provano a seguire lo stesso percorso di successo per la propria vita.

Steve sarà anche un esempio, ma in fondo è lo stesso approccio che dovresti sperimentare quando apri il libro di storia. 

Dal libro di storia alla vita

Pensa per un attimo alla storia dell’antica Roma. L’hai studiata per la prima volta alle scuole elementari, l’hai poi ritrovata negli anni delle medie in maniera più approfondita. Ecco che poi al primo anno delle superiori ti ritrovi di nuovo lì a sbuffare e giocherellare con la matita davanti alla celebre carrellata di nomi dai sette re ai grandi imperatori. Prima di urlare alle pagine stampate il tuo odio per questa materia, hai mai pensato a come abbiano potuto i Romani governare un impero per ben otto secoli con capitale nella nostra Roma?

La politica non è di certo il mio settore ma credo che tutta l’instabilità di cui tanto ci lamentiamo come italiani ben poco ha a che fare con i nostri antenati imperiali. Voglio invitarti ad un’altra riflessione magari un po’ bizzarra ma che io ritengo molto efficace. I social network. Instagram, Facebook, Snapchat e chi più ne ha più ne metta, ma il trend è sempre lo stesso: ottenere like e aumentare i follower. Sai come potremo chiamarla? Propaganda moderna! In fin dei conti la ricerca attuale di pollici in sù e cuori è solo l’ultima versione della ricerca spasmodica e prioritaria di consenso che Mussolini ha messo in atto per divenire duce così come Hitler per conquistare il titolo di Führer. 

Potrà sembrarti strano all’inizio ma io ti consiglio di provare a cambiare approccio quando dovrai prepararti per la prossima interrogazione di storia. Apri il libro e cerca di imparare non come se fosse uno sterile elenco di nomi e date, ma cercando di capire a cosa possa servirti conoscere quanto leggi. Mentre scorri gli eventi immedesimati! L’immedesimazione è una tecnica vincente non solo per imparare in maniera pro-attiva ma ti renderai conto di quanto più facilmente questo metodo ti consentirà di memorizzare ciò che l’insegnante si aspetta tu conosca. 

Prepararti in meno tempo e con più profitto per un interrogazione e nel mentre imparare qualcosa di utile per il tuo futuro, a me sembra un ottimo mix e a te? E se nel frattempo alleniamo anche un po’ di spirito critico ben venga!

Fammi sapere se sperimenti questo nuovo approccio la prossima volta che hai da studiare la lezione di storia! E se ti va raccontami cosa ami o detesti di questa controversa disciplina.

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