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Perché il greco non è una lingua morta

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Il greco: una lingua da amare

Perché il greco non è una lingua morta

Se sei approdato su questo post molto probabilmente conosci già il greco. Magari sei infatti uno studente iscritto al liceo classico o che sta per intraprendere la sua avventura al ginnasio. A noi però i pregiudizi non piacciono affatto! Quindi ben venuti anche a tutti i curiosi, a quelli insomma che, pur non conoscendo declinazioni e regole del greco, vogliono scoprire qualcosa in più della lingua parlata dagli eroi epici! 

Spingiti oltre il pregiudizio sul greco e apri la mente

Parlare del greco non significa solamente fare riferimento ad un sistema linguistico. Tra le fitte trame di regole grammaticali e di nomi altisonanti fra scrittori e filosofi infatti si cela un intero universo culturale del quale in pochi riconoscono l’importanza al giorno d’oggi. Il greco infatti spesso viene ridotto a sola materia scolastica per quei poveri martiri che sottoscrivono l’iscrizione al liceo dopo le scuole medie. L’idea generale è quella che sia una materia scolastica tanto temuta dalla maggior parte, spesso ancora prima dell’inizio della scuola. Il greco è stato etichettato come inutile e accusato di essere una lingua morta, insomma una vera e propria perdita di tempo. Ma siamo proprio sicuri che sia così?

Con il passare del tempo il greco è stato caricato di giudizi negativi, ma tu vuoi spingerti oltre i pregiudizi, giusto?

Una lingua da amare

Il greco è molto più attuale di ciò che pensi

Per quale ragione dunque una materia tanto inutile dovrebbe essere addirittura una materia d’indirizzo nel liceo classico? Probabilmente perché in fin dei conti tanto inutile non lo è, anzi è molto più attuale di ciò che pensi. 

Non sono qui per convincerti in maniera sterile a riconoscere il valore del greco senza valide motivazioni, perciò seguimi con attenzione mentre dò il via alla carrellata dei motivi a sostegno di  quanto voglio raccontarti. 

Ecco alcuni validi motivi per rivalutare il greco

Prima di tutto direi di cominciare col parlare di quanto conoscere il greco possa aiutare nel comprendere i significati di molte parole che rientrano nel nostro vocabolario! Già di per sé questo mi sembra un valido motivo! 

Vorrei sapessi quante volte proprio grazie alle mie conoscenze di questa lingua sono riuscita a comprendere e apprendere il significato di alcuni termini semplicemente prestando attenzione all’etimologia. 

Cosa intendo? Tralascia quelle più note parole conosciute da tutti come ad esempio l’intera famiglia dei termini che si riferiscono all’acqua e che riportano il prefisso “idro” e prova a concentrarti un momento su quelle meno utilizzate. Ti faccio un esempio pratico rivolto soprattutto a chi il greco non lo ha mai studiato e appartiene alla schiera degli scettici. 

Dal greco all’italiano: una stretta parentela

Esiste una regola in greco secondo la quale l’alfa, la prima lettera dell’alfabeto, se posizionata come prefisso prima di un termine comune dà a quella parola il significato opposto. L’alfa crea insomma il contrario, quella norma si chiama “regola dell’alfa privativo” che appunto priva un termine, sia questo un nome, un verbo o un aggettivo, del suo significato positivo per realizzare il suo opposto.

Bene, forse non c’avrai mai pensato, ma lo stesso accade in italiano ed è proprio dal greco che abbiamo ereditato questa prassi! Ecco perché possiamo dire senza sbagliare che dal greco all’italiano lo scarto non è poi così vasto. Pensa ad esempio alla parola “amorfo” che significa privo di forma, si dice di qualcosa che non ha una propria corporeità materiale e viene utilizzato anche come dispregiativo verso qualcosa di brutto esteticamente. In definitiva dunque, se ti soffermi un attimo a pensare al termine, ti renderai conto che la lingua non ha fatto altro che porre una “a” davanti al resto “morf” radice che al contrario significa proprio “forma.” 

Non sei ancora convinto? Ti propongo qualche altro caso specifico che sono certa ti chiarirà ancor più le idee! Prendiamo la parola “amnesia”, un esempio che fa proprio al caso nostro, infatti vuol dire “senza memoria”. Pensa poi ad “apatia” ossia “senza sentimento”, senza quel famoso pathos tanto nominato anche in ambito cinematografico per intenderci. E ancora “aritmia” cioè “senza ritmo” detto soprattutto in riferimento al cuore che fa le bizze! 

Scommetto che piano piano anche a te stanno venendo in mente una carrellata di termini simili che tu stesso utilizzi ogni giorno nel linguaggio comune.

Ovviamente è importante ricordare che nel passaggio da una lingua all’altra si creano inevitabilmente anche delle modificazioni. Di queste ne puoi vedere un chiaro esempio in quelle parole italiane che alla “a privativa” aggiungono una enne per evitare di ottenere parole impronunziabili! Pensa ad “analfabeta” che si riferisce appunto a coloro che non conoscono l’alfabeto. E’ ovvio che la lingua italiana non avrebbe mai permesso ad un termine di cominciare con due vocali motivo per cui si è resa indispensabile la presenza della consonante fra le due a.

Il greco oltre i tecnicismi

Ma andiamo oltre i tecnicismi essenziali della lingua. Il greco vanta prima di tutto una letteratura invidiabile. Non per niente infatti i Romani che avevano militarmente assoggettato il continente greco, dicevano di essere stati a loro volta conquistati dalla cultura dell’Ellade, la culla delle civiltà di tutte le terre che si affacciano sul bacino del Mediterraneo e non solo. 

Il greco: la culla della civiltà

Se frequenti il liceo classico sai bene di cosa parlo. Mettendo a paragone la letteratura greca con quella latina non c’è alcun dubbio della differenza fra le due. L’impostazione filosofica, etica, morale e dedita alla bellezza come culto dell’estetica che si riflette nell’anima è profondamente più sviluppata nella prima rispetto alla seconda. In quest’ultima, quella romana, infatti predomina l’influsso della politica che tanto ha caratterizzato l’impero fin dalle sue origini. Dalla Grecia la civiltà europea, e la nostra stessa cultura, ha appreso norme di vita, usi e costumi. Al continente greco guardiamo per addentrarci negli avventurosi racconti epici come le storie dei grandi condottieri che si resero protagonisti della disfatta troiana e ancora, sempre a est dobbiamo voltarci per assaporare fino in fondo l’essenza archetipa della nostra filosofia.

Che tu sia o meno uno studente del liceo con una propria conoscenza diretta della lingua, io sono convinta valga la pena di dare una chance a questa lingua che al di là dei tecnicismi ha davvero molto da insegnare a chiunque. 

Ai liceali esperti o alle prime armi consiglio poi di monitorare la pubblicazione dei prossimi post! Nel corso del tempo infatti arriveranno molti consigli e metodologie pratiche per apprendere il greco in maniera semplice ed efficace dalle basi. Nella categoria dei materiali avrai la possibilità di usufruire di schemi e schede che ho creato personalmente per accompagnarti nell’apprendimento del greco. Fra le lezioni di questa meravigliosa lingua inoltre potrai scoprire come relazionarti nella pratica con i costrutti, con lo studio mnemonico e con la traduzione. 

Stay tuned!

Ho in serbo per te un sacco di strumenti per arricchire la tua cassetta degli attrezzi! 

Qualche consiglio

Ti voglio inoltre dare qualche consiglio di lettura. Ti suggerisco di leggere un libro che sono stata felicissima di vedere esposto nelle vetrine delle migliori librerie. Sto parlando del saggio La lingua geniale: 9 ragioni per amare il greco scritto da Andrea Marcolongo ed edito da Laterza. Questa giovane scrittrice ha colto nel segno. Ha realizzato un libro che si rivolge tanto a chi conosce questa splendida lingua, quanto a chi invece ne è solo incuriosito. In entrambi i casi la lettura accompagna i lettori in un viaggio alla scoperta del fascino del greco e dà la sua personale opinione sul perché questa non sia di certo una lingua morta.